
Amici pokeristi,
lo scorso 21 Aprile lo spagnolo Carlos Mortensen, detto “El Matador” ha vinto il Championship della quinta stagione del WPT (buy-in 25.000$) battendo un campo di oltre 600 giocatori e vincendo quasi 4 milioni di dollari, che sommati agli altri 4,4 vinti precedentemente in carriera portano il suo curriculum pokeristico a quota 8.350.000 di dollari. Evidentemente già questo potrebbe essere più che sufficiente per guadagnarsi la copertina di questo mese.
In realtà con questa sua ennesima vittoria Carlos ha fatto molto ma molto di più.
Carlos Mortensen, signori, è il primo e unico giocatore ad aver vinto sia il Championship delle World Series of Poker (2001) che il Championship del World Poker Tour (2007). E’riuscito in quello che Mike Sexton qualche tempo fa aveva definito “un traguardo impossibile che nessuno potrà mai raggiungere”.
Voglio provare a spiegare cosa significa davvero tutto questo per i lettori che seguono da poco il mondo del poker internazionale. Nei primi anni 70 nascono le World Series of Poker (WSOP), i primi campionati del mondo di Poker. I primi anni sono in pochi a prenderne parte, sia perché l’iscrizione di 10.000$ è abbastanza proibitiva (considerate la valuta di quasi 40 anni fa) sia perché il poker non era ancora sotto i riflettori come sarà poi negli anni a seguire. Le leggende del Poker sono passate tutte quante dai tavoli delle WSOP, da Doyle Brunson a Johnny Chan, da Stu Ungar a Phil Hellmuth. Per oltre 30 anni le WSOP hanno rappresentato l’unico grande campionato di poker del mondo e i suoi braccialetti d’oro sono da sempre considerati i più ambiti e prestigiosi riconoscimenti a cui un giocatore professionista possa mai aspirare. Negli anni settanta al massimo prendevano parte un centinaio di giocatori al Main Event delle WSOP, negli anni ottanta non si superò mai la soglia dei 200 e per tutti gli anni novanta non si arrivò mai a quota 400. Questi numeri che oggi ci sembrano piuttosto scarsi (basti pensare che il Main Event di San Remo raccoglie oggi questo numero di presenze) rappresentavano la concreta possibilità di difendere un titolo come quello di Campione del Mondo di Poker. Non a caso Johnny Chan vinse il titolo nel 1987 e nel 1988, arrivando secondo nel 1989. Il senso è che se il numero dei partecipanti aumenta in modo spropositato, inevitabilmente la componente fortuna può prendere il sopravvento sull’abilità del giocatore. Fu proprio quello che successe negli anni a seguire, a causa dell’esposizione mediatica ma soprattutto per l’avvento del poker su internet e dei tornei satellite, il numero degli iscritti cominciò ad aumentare vertiginosamente: 800 nel 2003, 2.500 nel 2004, 5.000 nel 2005 fino all’esorbitante cifra di 8.800 giocatori dello scorso anno. Ogni anno un campione del Mondo diverso e quasi sempre spuntato fuori dal nulla. Sono in molti a sostenere che l’ultimo “vero” Campione del Mondo sia stato proprio Carlos Mortensen, vincitore del WSOP Championship del 2001.
Nel 2002 poi fece la sua comparsa sulla scena un nuovo circuito, il World Poker Tour (WPT), contribuendo all’impennata di crescita del poker in quegli anni e introducendo almeno due interessanti novità: il format televisivo e un Main Event da 25.000$ di buy-in. L’avvento del WPT creò nuovi miti pokeristici e nuovi grandi campioni, Daniel Negreanu e Gus Hansen su tutti.
Capite quindi ora cosa significa al giorno d’oggi vincere di nuovo un Championship di un campionato mondiale? Significa dimostrare di essere davvero uno dei pochi dell’Olimpo del Poker.
E non dimentichiamo che al Grand Final dello European Poker Tour (EPT) di Montecarlo Carlos ha sfiorato il tavolo finale piazzandosi 11° su oltre 700 partecipanti. Una regolarità di risultati, peraltro sempre ai massimi livelli, che mette davvero paura. Questa impresa meravigliosa di Carlos Mortensen è un’importante iniezione di fiducia per tutti quelli che credevano ormai che il poker da torneo fosse “viziato” dalla troppa affluenza di giocatori. El Matador ha dimostrato ancora una volta agli scettici che l’abilità rimane sempre e comunque la discriminante principale e tutta la fortuna del mondo non potrà mai trasformare un giocatore in un professionista vero. Muchas gracias Carlos!
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