4 ottobre 2007

Da Sport Italia all’EptLive: l’evoluzione mediatica del Poker

Scagli la prima pietra chi non ha passato almeno una notte insonne sul divano davanti l’ennesima replica di Cile – Portogallo attendendo che Sport Italia tenesse fede al suo palinsesto e mandasse finalmente in onda il tavolo finale di una tappa del World Poker Tour prima stagione. Tutti lì, tra uno sbadiglio ed un caffè non zuccherato, con gli occhietti piccoli piccoli e le orecchiuzze puntate in attesa di ascoltare le tanto sospirate voci di Maurizio Cavalli, Dario De Toffoli e Alberto Franceschini. Correva l’anno 2005 e nemmeno loro, i pionieri italiani del commento pokeristico televisivo, avrebbero mai potuto immaginare che le loro timido lavoro stava per innescare la prorompente miccia del Poker Boom in Italia.
I nottambuli che tra uno zapping e l’altro si soffermavano affascinati sulle espressioni di Gus Hansen o sulle smorfie di Tony G, il giorno dopo si ritrovavano sui forum dei portali web. Conoscevano altri amici compagni d’insonnia e si scambiavano indirizzi e-mail per organizzare serate all’insegna del poker e della pizza.
Sull’onda del tifo appassionato che gli italiani in giro per il web mostravano per la giacchetta azzurra di Luca Pagano, Eurosport ha cominciato a trasmettere le tappe dello European Poker Tour della seconda stagione dove abbiamo potuto ammirare per la prima volta un acerbo Dario Alioto concludere la sua prima avventura televisiva con un settimo posto all’Ept di Barcellona. Due anni esatti più tardi il caro Dario ha pensato bene di vincere il primo braccialetto WSOP italiano nell’Omaha. Chissà, magari fu proprio quell’apparizione televisiva (e relativi soldini vinti) a dargli lo stimolo per continuare a giocare fino a diventare oggi un Campione del Mondo.
Finiti i mondiali di calcio, Sky Sport decide di investire nel secondo degli sport per ascolti televisivi e lo fa con un binomio d’eccezione: tornei famosi commentati da voci famose, i fratelli Caressa e De Grandis. Poker Dome, Speed Poker e la “Notte del Poker” presentata da Pupo, dove finalmente abbiamo potuto vedere per la prima volta gli italiani in carne ed ossa giocare a poker in televisione su un canale prestigioso come Sky Sport.
“Se anche uno come Caressa dice pubblicamente davanti a milioni di persone di giocare a Poker con gli amici allora questo Texas Hold’em non dovrebbe essere visto in malo modo come il vecchio pokerino a mazzo ridotto” deve aver pensato il telespettatore mentre sgranocchiava noccioline sprofondato nel divano stile Homer Simpsons (o almeno è quello che ho visto fare a mio padre…).
Eh sì, perché i media oltre a presentare il gioco in se stesso hanno soprattutto contribuito a diffondere un’immagine pulita e sportiva del Texas Hold’em, e questo è il vero grande merito che hanno avuto e continuano ad avere tutt’ora i tornei televisivi. La signora che vede questo poker in televisione riesce a comprendere meglio le dinamiche del gioco e coglie subito la palese differenza con l’immagine delle vecchie partitelle da retrobottega ammuffito. Ed è più semplice per lei accettare che il figlio il giovedi sera invece di giocare un torneo di calcetto vada a giocare un torneo di Texas Hold’em.
Oggi possiamo affermare che la bomba è decisamente scoppiata, il poker è a tutti gli effetti un fenomeno di interesse mediatico nazionale: la Gazzetta dello Sport ha venduto centinaia di migliaia di copie di dvd dell’Ept, vengono programmati ogni giorno tornei di Poker nel palinsesto di Sky e soprattutto lo straordinario Poker Mania su Italia Uno, il World Poker Tour in seconda serata commentato da Luca Pagano e Ciccio Valenti.
E l’ultima frontiera della mediaticità del Poker in ordine di tempo è stato l’EPTLIVE:
la diretta in web-streaming del tavolo televisivo dello European Poker Tour che ho avuto il piacere di commentare personalmente insieme a Marco Trucco e la partecipazione dei campioni di Pokerstars Luca Pagano e Dario Minieri, e gli interventi in studio di Cristiano Blanco, Giuseppe Festa e gli altri giocatori italiani che hanno preso parte alle tappe di Londra e Baden. L’Eptlive ha riscosso un successo incredibile, sintomo di quanto il popolo di appassionati riesca ad essere presente anche quando non si hanno compatrioti in gara da tifare. Nell’ultima edizione di Baden abbiamo ricevuto centinaia di email da ogni parte del mondo e siamo andati in diretta su almeno tre siti web in contemporanea: il sito della Gazzetta dello Sport (gazzetta.it), il sito della Fith (fith.it) e naturalmente sul sito ufficiale dell’Eptlive (eptlive.com). Gli ascoltatori hanno gradito e io dal mio piccolo li ringrazio anche perché grazie a loro siamo stati riconfermati per i prossimi Ept televisivi.
Il poker mediatico piace. Sia esso televisivo, web, o cartaceo. Piace a chi lo segue dalla poltrona, piace a chi lo legge, piace a chi lo sta giocando in televisione o si vede nelle foto delle riviste del settore e piace a chi sta lavorando per lui dietro o davanti le quinte.
I media continueranno a scommettere sul Poker anche in futuro? Io scommetto di sì.