3 gennaio 2008

Praga dei record: l’evoluzione della specie

Era quasi mezzogiorno ed il termometro segnava meno 10 gradi. Il viaggio era stato uno dei peggiori della mia vita, con il volo diretto Roma-Copenhagen trasformatosi in un incubo Roma-Amburgo più tre treni per raggiungere la capitale danese che ospitava una tappa della seconda stagione dell’Ept. Saletta stampa formato tascabile, Pagano e Alioto gli unici giocatori che parlassero italiano e io unico timido blogger a fare qualche foto e scrivere le loro mani sul web per i pochi appassionati che ci facevano il tifo.
Dario uscì vicino la bolla e ce ne tornammo a casa dopo un’attesa di 8 ore in aeroporto perché tutti i voli erano bloccati per neve. “A copenhagen si blocca l’aeroporto causa neve” rimuginavo, “Come se a Venezia si bloccassero i trasporti causa acqua, mah!”.
Malgrado l’esperienza disastrosa del viaggio, oggi porto nel cuore quel bel ricordo.
Nessuno dell’organizzazione dell’Ept si preoccupava di aggiornarci sui chip count o sulle nazionalità dei giocatori. Era già tanto che ci fornissero la password per accedere alla wireless. Saltai la tappa di Deauville e andai alla finalissima di Montecarlo. Lì forse gli italiani saranno stati al massimo tre, in realtà mi ricordo solo Luca e una straordinaria quanto acerba new entry: Dario Minieri. Per questa finale il team dell’ept aveva preparato una sala stampa accessoriata addirittura con uno schermo al plasma e la decina di blogger presenti erano disposti lungo un’unica fila di cinque banchi stile università.
Una ragazza del team ci portò dei fogli con scritto sopra alcuni dati. Il numero dei partecipanti ed un grafico a torta con le nazionalità. Francesi, inglesi, spagnoli, tedeschi, e poi c’era una fettina piccola piccola con scritto “altri paesi”. L’italia naturalmente era compresa in quella fettina.
Passa un anno e al Grand Final di Montecarlo della stagione successiva la sala stampa è stupenda. Anzi è addirittura la sala dove l’anno prima si era giocato l’evento, mentre tavoli e giocatori vengono sistemati in sala meravigliosa, enorme, con tanto di palcoscenico per il tavolo finale. Quella volta gli italiani in gara sono 23 e le statistiche ci piazzano all’ottavo posto tra i 40 paesi che si hanno preso parte all’ept. Finalmente nel grafico a torta l’Italia è rappresentata da una fetta tutta sua. Ci sono almeno 5 blogger italiani, tutti o quasi amici appassionati di vecchia data che in modo o nell’altro avevano già avuto occasione di lavorare insieme in qualche progetto pokeristico. Bellissimo.
Nessuno dei nostri italiani va a premio, perdiamo proprio vicino alla bolla il giornalista della Gazzetta Fabio Bianchi e Dario Alioto. Ma il dato interessante era un altro: eravamo l’unico paese ad essere salito nella top ten delle nazionalità mentre tutti gli altri erano rimasti pressoché stabili da mesi.
Oggi ci ritroviamo a Praga. Siamo il secondo paese per numero di giocatori (47 italiani contro i 69 svedesi che comandano la classifica) ed la prima volta che la fetta italiana sulla torta è così grossa. Tre dei nostri vanno a premio (Alacqua, Rizzi e Blanco) ed è la prima volta per l’Italia nell’Ept arrivare con tre giocatori ITM. Gino Alacqua arriva secondo e vince 407.300 euro, ed è la cifra più grossa mai vinta dal nostro paese in un Ept (e ricordiamoci che il buy-in di Praga era di “soli” 5.000 rispetto agli 8.000 della maggior parte delle altre tappe di questa stagione).
L’Italia si sta pian piano avvicinando alla sua prima vittoria all’Ept proprio come un vero professionista di Poker dovrebbe aspirare a costruire i suoi risultati (ed il suo bankroll): non con una sola, secca, isolata vittoria venuta da buone carte ma con la disciplina e l’esperienza maturata torneo dopo torneo sui tavoli da gioco.
Per questo, non appena saliremo sul gradino più alto del podio, sentiremo finalmente la soddisfazione di aver portato a casa una vittoria guadagnata veramente sul campo.
E sarà una vittoria di squadra a tutti gli effetti, perché anche se sarà il singolo a portare a casa il risultato, sarà comunque parte di un movimento che nasce dalla passione italiana per il poker. Nascerà magari da un satellite in un circolo sotto casa o da un bankroll costruito sui tavoli dei campionati italiani, sarà vissuto da tutti attraverso i forum e l’eptlive, sarà supportato dai blogger in azione e sarà consacrato dalla copertina di Poker Sportivo.
Sarà una vittoria di gruppo, costruita da tutto il poker in Italia, credetemi.