
Ore 8.45 am. E’ meravigliosa Roma con le luci del mattino che la illuminano. Sono abituato a vederla di sera, o magari a notte fonda, ma non la vedevo di mattina presto dall’ultima volta che ho marinato il liceo, forse.
Erano mesi che non iniziavo a lavorare a quest’orario. Di solito a quell’ora o sto dormendo alla grande o sto rientrando da una nottata di poker “alla grande”, con mio padre che puntualmente mi sbotta a ridere in faccia quando ci incontriamo sulla porta, io che rincaso e lui che esce per andare a lavoro.
Stamattina Marco ha un appuntamento, quindi tocca a me aprire lo stand di Everest Poker qui a Piazza del Popolo. Quattro giorni di sitandgo gratuiti per tutti, romani e turisti, se ne vedono di tutti i colori ai tavoli, credetemi. Per l’occasione ho portato con me tre amici che faranno da dealer in questi giorni, insegneranno le regole a chi ne ha bisogno e distribuiranno gadget di Everest Poker ai vincitori. C’è anche una ragazza con noi, si chiama Imelda. Non è stato facile trattenere il sorriso durante le presentazioni di rito, non so come ma ci sono riuscito e ne vado fiero visto che dopo averla conosciuta meglio nei giorni successivi devo dire che mi ha lasciato proprio una buona impressione.
Imelda ha il compito di spiegare ai curiosi perché siamo lì e di invitarli a imparare a giocare a Texas Holdem gratuitamente sui nostri tavoli. Registra i nominativi e rilascia i volantini con l’invito a prendere parte al freeroll “Vinci Las Vegas” che si terrà al Bounty la domenica stessa, dove Everest regalerà viaggi, ipod e ricchi cotillons, per rimanere nell’ambito del gergo fieristico.
Insomma, diciamoci la verità, il lavoro “sporco” lo fa quasi tutto Imelda qui allo stand e lo fa anche bene. Ripensandoci quasi mi dispiace di aver messo in giro battute del tipo: “Ti è arrivata l’imelda everest poker?” (leggi: ti è arrivata l’i-mail da everest poker?”). Sono un burlone lo so, ma Bartezzaghi sarebbe fiero di me.
Ancora le 8.45 qui a Piazza del Popolo. Oggi passerà la maratona di Roma, tutta la piazza è transennata e ci sono degli enormi allestimenti gonfiabili con il logo dell’AAMS che credo sia il main sponsor della manifestazione podistica. Entrando da Porta del Popolo, l’ingresso principale della piazza, e volgendo lo sguardo a sinistra balza subito all’occhio una poetica immagine di un arco di gomma con scritto sopra “Gioco sicuro” e all’interno (in realtà sullo sfondo) il logo di Everest Poker, nemmeno fosse stato piazzato lì da Victor Vasarely, padre della Optical Art.
Sempre le 8.45 qui a Roma. Mi si avvicina un gruppo di ragazzi che ho già visto ai nostri tavoli il giorno prima. “Scusate, a che ora apre la fiera?”. “Tra un paio d’ore, alle undici”, rispondo con gli occhi ancora abbottonati dall’alzataccia. “Ah, pensavamo che aprisse alle nove, peccato ci siamo alzati così presto per essere i primi”, mi confida con lo sguardo languido il portavoce dei freerollisti bolzanesi in visita a Roma con la scuola. Questi ragazzi hanno messo la sveglia apposta per tentare di conquistare una magliettina Everest Poker. Esiste forse un motivo più nobile per alzarsi così presto la mattina? Se esiste, io non lo conosco. Non posso farli attendere due ore seduti sulla fontana del Valadier, è il codice pokeristico che me lo impone. Non mi resta che girarmi verso i miei amici dealer e: “Preparate le poste gente, oggi apriamo un po’ prima”.
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