
Torneo a luglio e finalisti “congelati” per 4 mesi
Se siete amanti delle pellicole del Maestro Hitchcock seguirete di sicuro con grande entusiasmo il Main Event di questa edizione numero 39 delle World Series of Poker. Per la prima volta nella storia WSOP infatti avremo 16 settimane di suspense tra lo scoppio della bolla del tavolo finale (eliminazione del 10°) e l’inizio dello stesso con i 9 finalisti. Harrah’s e Espn, rispettivamente organizzatore e detentore dei diritti televisivi, hanno pensato di sperimentare questa nuova formula dove il Main Event si giocherà dal 3 al 14 luglio, giorno in cui rimarranno solo gli ultimi 9 giocatori, verrà consegnato ad ognuno di loro l’importo del premio previsto per il nono classificato e poi tutta la baracca WSOP si fermerà, passerà l’estate, comincerà l’autunno e i magnifici nove si ritroveranno di nuovo al tavolo lunedi 9 novembre dove giocheranno fin quando non ne rimarranno soltanto due. Quindi appuntamento al giorno dopo, martedi 10 novembre, per l’head’s up più sofferto - almeno in termini di attesa - del secolo e incoronamento del nuovo Campione del Mondo in diretta planetaria.
Ma perchè tutta questa rivoluzione? Ovvio: trattasi di gigantesca operazione di pokermarketing atta ad incrementare vertiginosamente il già mostruoso giro di milioni dollari che verte intorno ai campionati del mondo WSOP.
C’è da dire che - come spesso accade in questi casi - se la cosa funzionerà non saranno solo le già parche tasche di Harrah’s e Espn a beneficiare del fiume di denaro che arriverà dai diritti televisivi, ma tutto il poker business in generale: le poker rooms faranno piovere sponsorizzazioni, tutti i media dal cartaceo al web per 4 mesi seguiranno minuto per minuto le evoluzioni dei finalisti, i siti di betting impazziranno nell’inventarsi combinazioni e quote sui piazzati e vincitori, e naturalmente i finalisti stessi godranno di una visibiltà che
non avrebbero mai potuto avere con la vecchia formula.
Anche se il mondo del poker naturalmente in questo momento è diviso tra “conservatori” e “progressisti” - concedetemi la metafora politica - personalmente ritengo che i cambiamenti se fatti con la testa sono sempre i benvenuti, soprattutto in un mondo come quello del poker dove tutto scorre a velocità supersonica. Se non funzionerà basterà fare un passo indietro il prossimo anno ma almeno ci abbiamo provato.
Io sono fiducioso che tutto questo non solo funzionerà ma forse riuscirà anche a innescare un meccanismo che col tempo saprà ridare quel giusto splendore che il Main Event aveva negli ultimi anni inesorabilmente perso tra le folle dei suoi migliaia di iscritti.
E’ pur sempre il più antico e prestigioso titolo che ogni pokerista possa mai desiderare, e invece da troppo tempo ormai si è trasformato in una lotteria dove il campione del mondo viene acclamato più tra le polemiche che per le glorie. Intendiamoci, non che lo spostamento del tavolo finale eviterà che vinca il solito sconosciuto di turno, ma dal mio punto di vista perlomeno riaccenderà un po’ più di interesse verso un evento che dovrebbe meritarsene a priori.
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