24 Giugno 2008: Lake Tahoe -> Bodie -> Yosemite -> Merced
Oggi è stata una delle giornate più dure in termini di viaggio (quasi 300 miglia) ma sicuramente mi rimarrà sempre nel cuore per tutte le cose meravigliose che sono riuscito a vedere, anche se non si tratta di poker rooms.
Partenza da Lake Tahoe dove abbiamo passato la notte e direzione sud-ovest per tornare di nuovo verso la costa, ma non prima di due tappe obbligatorie: la città fantasma di Bodie e il parco nazionale dello Yosemite.
Per prima cosa cerchiamo un bel posto “bastardo” -come li chiama Marco- dove fare colazione e becchiamo subito un Red Hut Coffee stile baita di montagna dal quale non potevamo esimerci di entrare per assaggiare il loro famoso sciroppo d’acero aromatizzato alla fragola. Stamattina niente uova ma un soffice doppio strato di PanCake (lo chiamano SHORT STACK da queste parti, sempre evidenti segnali dal Dio del Poker fin di primo mattino!) con fragole e panna, che naturalmente ho abbondantemente innaffiato con una litrata (ops gallone) di sciroppo d’acero made in Red Hut. Marco opta per il Waffle, cambia il sotto ma il sopra resta uguale…!

La prima tappa di oggi è stata l’incredibile Ghost City di Bodie. Un posto che se non lo vedi non credi. E credetemi..! In una landa desolata (ma desolata veramente) e completamente fuori mano dal mondo civilizzato, un certo Bodie trovò un filone d’oro nella seconda metà dell’800. Costruirono la miniera in mezzo a questo nulla e nel giro di un anno Bodie si ritrovò paesello con oltre 10.000 persone. Negli anni 30 la miniera si esaurì e Bodie venne completamente abbandonata dal momento che non c’era più nulla da fare lì e che il posto era troppo lontano da ogni civiltà. Oltretutto il clima di Bodie (tutt’ora naturalmente) è tra i più orribili del pianeta con escursioni che vanno dai 40 gradi estivi al sotto zero invernale con oltre un metro di neve e dei venti che soffiano a 150 km/h.

La leggenda narra che a Bodie ci siano vissuti i peggiori assassini in circolazione, i più grandi giri di bordelli e prostitute e non c’era giorno in cui la campana della chiesa non suonasse le campane per un morto. D’altronde in questa terra davvero dimenticata da Dio si potevano fare solo 3 cose: lavorare in miniera, ubriacarsi in uno dei 36 saloon giocando a poker (!) e andare a donnine.
Che poi a pensarci bene, se non fosse per la parte del lavoro in miniera, non sarebbe manco malaccio come vita.
Fatto sta che la cosa straordinaria è che Bodie è oggi una vera e propria città fantasma, tutto e rimasto lì dove i proprietari lo hanno abbandonato, compresi mobili e attrezzi di ogni genere.
La figata assurda è che anche dopo essere diventata un parco protetto si è lasciato tutto com’era e i visitatori possono gironzolare per Bodie entrando un po’ ovunque facendo solo rigorosamente attenzione a due cose: a dove mettono i piedi (perchè chiodi, vetri rotti e serpenti sono un po’ ovunque) e a NON portare via nulla, nemmeno un chiodo. La pena per chi trasgredisce è quantomai severa: un decennio di maledizione anche per chi porta via solo un sasso da Bodie. Sarà pure superstizione ma c’è uno spazio con tutte le lettere di quelli che nei primi anni hanno portato via qualcosa da Bodie e ora chiedono il perdono alla città fantasma. Ed è un deterrente piuttosto efficace visto che davvero nessuno tocca niente qui a Bodie. Tutti guardano e scattano foto ma nessuno sposta una virgola.





Tutto mi sarei immaginato da questo viaggio in California tranne di mettere i piedi in un posto incredibile come questo. Si respira un’aria magica ed è sicuramente uno dei posti più affascinanti che abbia mai visto in vita mia. Guardate la foto qui sotto: è il cartello della pompa di benzina di Bodie. Avete guardato con attenzione?? Sì, sono proprio fori di proiettile..!

Bodie ci ha portato via più tempo del previsto ed è ora di rimettersi in marcia, d’altronde la tappa successiva non è affatto da meno. Si tratta del Parco Nazionale dello Yosemite.




Solo per attraversarlo in linea retta bisogna guidare per oltre 70 miglia. Le bellezze naturali che si incontrano non sono descrivibili in un bloggino sul poker, ho postato qualche foto solo per rendervi un po’ l’idea. Tanto è un posto talmente famoso e conosciuto che chi vuole approfondire può trovare milioni di info su internet. Solo una raccomandazione: se volete dormire in un una delle sistemazioni all’interno ricordatevi di prenotare con 6-7 mesi di anticipo..!
Dopo un altro paio d’ore di macchina in direzione west-coast decidiamo di fermarci al primo motel “bastardo” che incontriamo e finalmente lo troviamo in un paesotto quasi dimenticato da dio che si chiama Merced. Quale nome migliore per un motel “bastardo” se non quello in cui siamo capitati: Vagabond Inn…!
Lo sporco motel lo stavamo desiderando da giorni con Marco, e abbiamo trovato subito quello che cercavamo: il classico da film con le camere disposte a C che danno sulla strada e il parcheggiaccio al centro. Naturalmente c’è anche il distributore “bastardo” di lattine di birra proprio nel piazzale, che va a quarti di dollaro.
Incredibilmente questo paesetto quasi dimenticato da dio (tutte campagne, vacche e viavai di macchina sulla adiacente autostrada) non è stato dimenticato dal Dio del Poker!! Infatti può vantare una piccola pokerroom tutta sua: Poker Room Merced (se nn ci credete cliccate qui!).
Come si poteva non fare una visita veloce anche se ormai era già mezzanotte ed eravamo distrutti dal viaggio???? Ditemi voi, come si poteva fare???? Non si poteva fare niente, bisognava posare al volo le valigie al motel e andare due miglia più in giù a vedere che aria tirava.
Calcolate che questo posto è sul retro buio di una specie di ristorante buio su una strada chevelodicoafare buia pesta. Arriviamo e fuori da sta specie di ristorante una ragazza di colore che urla “Shut da fakka up!” agitando un bastone contro un tizio davanti a una combriccola.
L’arrapamento per il posto bastardo sale a mille.
Entriamo e ci accoglie subito un signore tahilandese dicendo che la room è aperta 24 ore al giorno, si gioca solo limt (ma che strano..) e che al momento c’è aperto solo un tavolo di kill limit 3-6, io il kill non l’ho mai giocato e manco mi ricordo bene le regole ma l’alternativa è farsi 50 miglia andare e 50 a tornare per raggiungere Turloc. Io e Marco ci sediamo con 100$ a testa. Tavolo familiare (seduti a giocare anche moglie e marito proprietari del posto) di Calling station con la C no maiuscola, de più. Marco sale a 200$ poi viene ignobilmente schioppato due tre volte di fila con set floppato contro scale e colori che più runner non si può (come diceva la pubblicità del dash). Va in megatilt (bestemmiava con un accento torinese bellissimo tanto lì non lo capiva nessuno) e si fuma quel che resta della gallina. Io pure scendo di brutto (inutile che vi racconti le ignobili mani) e cambio altri 100$. Non posso dargliela a vincere a questi ignobili schioppatori, prima o poi li schiopperò pure io. Detto fatto, schioppo la moglie del cinese, cinese anche lei (curiosamente attratta dal mio marsupio, mi dice che le sembra fatto in cina, e io boh signora po esse che me frega m’hai appena schioppato una doppia con scala a incastro al river) e mi porto ai 200$ iniziali, poi curiosamente mi regge una doppia fino al river con 36 persone dentro (avevano fatto call anche dalla vicina Livingstone) e salgo a 300$. Sbadiglio di commiato, ringrazio dell’ospitalità e batto la mano sul tavolo dicendo good game guys, loro mi rispondono con un sorriso di cartapesta “good game you too”.
Ora si va a nanna davvero, e con ancora un +100$ in cassa si dorme pure meglio.














