California Dreaming: tutta la costa fino a Los Angeles

California Dreaming: tutta la costa fino a Los Angeles

25 giugno 2008: MERCED -> PEBBLE BEACH -> CARMEL -> GROVER BEACH

Chiedo venia per la prolungata assenza ma in questi giorni non era facile trovare internet visto che non siamo stati un attimo fermi attraversando tutta la costa fino a Los Angeles.

Dunque eravamo rimasti alla notte nella poker room di Merced gestita dai cinesi. Bene la mattina dopo la sveglia ci siamo diretti come tabella di marcia verso la costa della california, in direzione dell’oceano pacifico. Naturalmente ci vestiamo con calzoncini, magliettina, ciabatte e ci ricopriamo con crema solare a volontà. Abbiamo una cabrio e nella costa californiana si sa che c’è un sole esagerato (almeno guardando Baywatch si direbbe così).

Ma arrivati a Pebble Beach scopriamo una grande verità:

la costa del pacifico è fredda bastarda..!

La cosa che fa più ridere una volta arrivati è rendersi conto subito che non si è gli unici stupidi ad aver creduto di trovare il sole africano qui, infatti tutti i turisti la prima cosa che fanno è affollarsi in ogni negozio a comprare felpe e giacchetti…!

Tutti i turisti per le strade la prendono a ridere ma quelli a ridere di più sono soprattutto i negozianti che ti piazzano le felpe a 80$ e quando entri ti guardano pensando: ecco un altro coglione che pensava di trovare il sole..! Di sfregio mi compro la felpa Pebble Beach (anche perchè sto crepando dal freddo), così quando guarderò Pamela Anderson correre con le poppe che ballano sulle spiagge californiane rifletterò su quanto gli americani siano campioni mondiali di marketing che ti fanno credere che c’è il sole e poi ti vendono le felpe quando arrivi qui in costume.

Visto che è ora di pranzo ci fermiamo poco più avanti a CARMEL, ridente cittadina della costa californiana (ridente nel senso che pure qui i venditori di felpe se la ridono della grossa..) che, mi racconta l’onnisapiente Marco Trucco, è famosa perchè è stato sindaco Clint Eastwood. Neanche cerco su google, la prendo per buona (se qualcuno vuole contraddire Marco è libero di andare a controllare).

Ci si rimette in macchina dopo un ottimo pranzo libanese a base di Humus, Gyro e -incredibile- vino siciliano, per discendere la costa verso Los Angeles fin dove ci regge il cuore a guidare (tratto dal libro: va dove ti regge il cuore). Ci fermiamo verso sera ad un centinaio di miglia da L.A. in un posto chiamato Grover Beach, meglio segnalato sul navigatore come unico posto nei dintorni dove ci sono ben 2 Poker Rooms.

Prendiamo un motel ancora più bastardo stavolta, niente internet, niente tv, polvere come se fossimo nel 1800, alzo le coperte sconsolato e passando la mano sento granelli di sabbia. Una cosa che nn sopporto proprio è la sabbia nel letto, mi giro verso Marco e gli faccio: “Maronna ma qui fa proprio schifo, c’è pure la sabbia nel letto” e lui con solita calma indù da ex guida turistica di Viaggi Avventure nel Mondo qual’era mi risponde: “E’ normale, siamo al mare”. Mi fermo solo un momento a riflettere su quanto quest’uomo stia troppo avanti rispetto a me poi gli dico: “Vabbè, andiamo a ballarci qualche gallina a sta famosa Poker Room che diceva il tomtom?”. Lui annuisce e ci dirigiamo al posto meglio conosciuto come Central Coast.

La room è davvero carina, due tavoli aperti 3-6 limit uno dei quali Kill. Dentro è davvero curata, tanti trofei, foto e classifiche, addirittura un tizio di qui pare abbia vinto qualcosa di importante in zona WSOP. Ci accorgiamo presto che al tavolo ci sono diverse persone che lavorano nel locale: i proprietari, un paio di ragazze probabili parenti (entrvano e uscivano dall’ufficio interno), addirittura a turno gli stessi dealer che prima ti danno le carte te li ritrovi al tavolo mezz’ora dopo. Tutto tranquillo per carità, cercano solo di tenre i tavolo pieni quando serve. L’ambiente e molto familiare, e se nn mi avessero seviziato analmente al tavolo sarei stato pure meglio. Invece dopo scoppi di portata imbarazzante perfino per loro stessi, mi trovo a cambiare 400$ e a uscire con soli 150$, quando annunciano la chiusura del locale perchè sono le 2 e chiamano l’ultima mano. Vabbè stanotte -250$, anche se mi rode sono contento perchè quegli scoppi subiti ad un No Limit mi sarebbero costati molto di più e adesso sto in credito con la fortuna. Poi Marco è uscito e con più mezza gallina e sono contento almeno per lui.

26 giugno 2008: SANTA BARBARA -> MALIBU’ -> SANTA MONICA -> LOS ANGELES

Verso le 10 molliamo il pulcioso motel e ci rimettiamo in macchina per raggiungere Los Angeles. Durante il percorso sulla costa naturalmente facciamo qualche tappa sulle spiagge più belle e famose della California.

Queste due foto sono di Santa Barbara, un posto davvero bello, siamo andati a farci una passeggiata sul molo che è forse la parte più carina da visitare per un tocca e fuggi come il nostro.

Stop anche nella famosa Malibù, che però ad essere sinceri è molto meno bello di come me l’aspettavo. Una semplice spiaggia anche poco attrezzata, una nostra Riccione gli da una pista per intenderci.A sentirne parlare o a vederla in televisione (cfr Baywatch) sembra un paradiso,ma ormai ho capito che gli americani sanno vendersi bene o, come dice saggiamente Marco, siamo noi che acquistiamo tutto (!).

La cittadina costiera più bella che ho visto invece è secondo me Santa Monica, che poi è la vera e propria spiaggia di Los Angeles dalla quale dista solo poche miglia. Qui nelle foto la famosa Third Street, la via più inn di Santa Monica, talmente inn che è vietato pure fumare all’aperto per strada passeggiando davanti ai negozi superlussuosi che sono qui.

Troppo forte poi che abbiamo beccato Laurence Miller, meglio conosciuto come The Bicycle Man, un ragazzo che fa dei tricks incredibili con carte e chips, guardate il suo sito per rendervene conto è fortissimo

www.bicycleman.net

Sul finire della giornata raggiungiamo finalmente Los Angeles e, stanchi morti, ci buttiamo sul primo motel che troviamo, che non solo è più lurido di quello di Grover Beach ma appena accendo la televisione mi trovo pure due chiappe che saltellano su e giù su channel 3..! In questo sporco motel hanno addirittura un canale porno in chiaro..!

Nella foto potete ammirare Marco in un momento di relax…

Dopo il porno ehhhm scusate, dopo aver disfatto le valigie ce ne scappiamo subito al Commerce Casino, la poker room più grande del mondo che si trova proprio qui a Las Vegas. Anche qui, come al Grand Sierra di Reno, si svolge ogni anno una tappa del World Poker Tour. Finalmente tavoli di ogni tipo e goduria, centinaia di giocatori, livelli per tutte le tasche. Il Commerce è il paradiso del pokerista..!

Qui ce n’è per tutti i gusti, dal NL 0.50-1$ con poste da 40$ al 300$-600$ con poste da 50.000$…! Finalmente posso sedermi ad un tavolo di no limit e opto per un riscaldamento al NL 3$-5$ con posta max da 200$. E’ strano che le poste siano di 40 Big Blind, sono abituato a giocare con 100 BB davanti, ma non me ne faccio un grosso problema e mi siedo con l’eccitazione a mille.

Prima mano: UTG raise a 20$, chiamano in 4 io faccio call dallo SB con AJ. Flop J65. Ho 180$ davanti, il piatto è già 80$ e decido di uscire con 65$. Uno chiama gli altri foldano. Turn K. Ho 115$ davanti e il piatto è già 210$. Se chekko sicuramente mi mette allin, non mi rimane che mandare i resti primo a parlare sperando che non abbia il K o magari ce lo ha ma con Kicker debole o meglio ancora si era solo voluto acquistare una carta con un draw di scala al flop. Se proprio ha il K ho comunque il 20% di beccare un J o un Asso per scoppiarlo. Vado ALL-IN, il tizio instant call con KQ e perdo la prima posta. Cambio altri 200, non ve la faccio lunga, io doppia al flop betto lui manda i resti con flush draw, io call, lui chiude immediatamente il colore al turn.

“Annamo bene stasera” penso tra me e me, ma non demordo, il tavolo mi sembra comunque controllabile e cambio altri 200$. Con gli artigli e con i denti chiudo comunque la serata a 700$, quindi +100$ di profitto.

Domani saremo ancora qui a Los Angeles, in mattinata a vedere Hollywood e Beverly Hills e in serata tra il Commerce e l’altra mitica card room di L.A., il Bicycle Casino, a qualche miglio di distanza.

4 Risposte di “California Dreaming: tutta la costa fino a Los Angeles”
  1. Grande Alba,
    aspettavo tuoi aggiornamenti: questo blog mi sta prendendo troppo!A parte gli hotel e un trascurabile -150$, penso possiate ritenervi soddisfatti di questa tappa californiana, soprattutto per Santa Monica e per il pornazzo gratis in camera. Ma tu preferisci le Poker Room enormi stile Commerce o quelle più piccole, diciamo a conduzione familiare?A presto.Leo

  2. Mitico Leo, tutti i posti dove si gioca a poker hanno per me un fascino particolare. Mi piace vivere l’ambiente della piccola room a conduzione familiare e mi piace certamente trovarmi ai favolosi tavoli del Commerce, soprattutto perchè posso scegliere gioco e limite a differenza delle piccole room dove devi accontentarti di quel solo tavolo che trovi aperto. In particolare io voglio giocare No Limit e qui in California purtroppo si trova solo nelle grandi room qui di Los Angeles. In effetti si tratta, se vogliamo, proprio del limite di questa vacanza. Mi spiego: se fossi qui solo con l’intenzione di giocare “seriamente” a poker sarei venuto solo qui un mese a L.A. o a Las Vegas ma sento che mi sarei perso tutto quello che avevo e ho voglia di vivere “on th road” come la piccola room piuttosto che il motel mezzo malfamato. Purtroppo o per fortuna non sono un professionista e per il momento conto solo di divertirmi e godermi delle belle partite di poker, se poi alla fine della vacanza sarò riuscito anche a pagarmene una parte col poker allora sarà ancora tutto + bello..!
    Grazie per essere sempre in prima linea su questo blog, appena torno a roma passo da focene prometto..!

  3. Grande Alberto ,
    sempre molto bello il tuo blog ancora complimenti e continua a tenerci aggiornati.

  4. Allora stai interprentando al meglio la vacanza.Se fossi un pokerista professionaista, probabilmente non ti divertiresti più…Ti aspetto al tuo rientro per una birrozza ghiacciata

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