28 giugno: from Los Angeles to San Diego
Ola amigos!
Eravamo rimasti alle 4 galline perse ieri sera al Bicycle. Vabbè mi ha roduto un po’ ma, ciccia al culo, ormai sono andate e comunque sono ancora in attivo di 1.600$. Con Marcolino ci rimettiamo in sella alla Mustang per scendere giù fino a San Diego (la seconda città più grande della California, subito dopo Los Angeles) che dista circa 3 ore di macchina. Appena fuori Los Angeles troviamo un posto veramente bastardo che ci sembra l’ideale per pranzare: un ristorantino messicano moooolto fuori mano che non è davvero abituato a ospitare turisti. All’interno solo famigliole di chiara origine messicana: marito (ragazzo), moglie (ragazzina) e figlioletti (mini ragazzini) che come prassi quando finiscono di mangiare si portano a casa gli avanzi dentro una busta. Ci mangiamo un bel burrito di quelli veri veraci e li innaffiamo con un paio di Corona, che da queste parti è come il caffè a Napoli.

Dopo qualche kilometro (ops miglio..!) di autostrada passiamo vicino a Oceanside e la voce del navigatore ci avverte: “Attenzione: Casinò a 1.2 miglia, prossima opportunità 53 miglia”. Così ci fermiamo all’Oceans Eleven Casino, e mi vengono in mente subito due miei amici: uno è Luca “Oceans Eleven” Ragni e l’altro è Emanuele “Emadunk” Carboni, che proprio qui veniva a giocare a poker un sacco di anni fa quando era a San Diego per “studiare”… eheh


La sessione è NL 1$-3$ con posta max da 300$.
Non si vede mezza carta per circa 3 ore, mi tengo a galla solo con qualche rubacchiata in attesa del colpaccio. Un ragazzo di colore era l’obiettivo più profittevole che avevo inquadrato. Aveva già dilapidato un paio di poste, ma non giocava malissimo, era molto aggressivo con rilancio fisso in posizione ma si era fumato 5-6 galline spingendo un po’ troppo in bianco quando gli altri avevano chiuso le bombe a mano. Aggressivo, ma sapeva anche rispettare e foldare quando doveva. Solo a me non solo non aveva regalato nulla ma anzi quando gli rilancio con TT lui chiama, flop 998, lui check io bet lui call, river 7, lui instant allin io fold lui gira 95off il suino. Che altri culi, chiama il rilancio con la merda e becca il tris.
Gli porto via un paio di piatti in posizione, una per esempio: io raise 13$ sul bottone con Q2, lui call. Flop: AJx, lui check, io 25$. River: x, lui check, io 40$, lui fold. Giro dopo gli faccio un raise al flop sempre in bianco e sempre in posizione e lui folda. Senza dare nell’occhio mostro compiaciuto le carte (23o) a Marco, come per dire: Me lo sto cavalcando.
Poi la mano del “ripuliiito..!”: lui sul bottone rilancia 11$, io con AQ reraise a 25$, lui call. Flop: A97, esco con l’importo del piatto 55$, lui mi fa raise 110$. Io penso: è un bravo giocatore, o si vuole pappare il piatto in bluff o con una coppia media sta testando se ho l’asso davvero o se sono in continuationbet o magari sta testando se io avevo una coppia media con la quale gli ho reraisato preflop (più facile fare reraise con coppia che con con Ax) e vuole farmela foldare. A quel punto nel piatto ci sono 210$, io davanti ho 180$, ho top pair con un buon kicker e come cuscinetto di caduta un possibile backdoor flush A-high. Mando la gallina, sperando in un suo fold perchè call lo so già che me lo fa solo da superiore. Infatti instant call e mostra il tris di 7 il puerco, il turn di fiori mi apre l’ormai insperato flushdraw ma il blank al river chiude le mie speranze. Meno 3 galline io, meno 2 Marco, e ci rimettiamo in macchina direzione San Diego.
La sera arriviamo a San Diego, prendiamo un bel “Motel 6” che è una catena molto famosa di motel qui in America, e lo standard è sicuramente più elevato delle ultime bettole dove siamo stati ultimamente.
Marco vuole convincermi ad andare a Tijuana in notturna, passando la frontiera messicana. Ma io sinceramente me la faccio un po’ sotto ad andarci di notte e così convinco io Marco ad andare a fare gli sboroni col cabrio per le vie della downtown San Diego. Infatti andiamo a cena al Dick’s, giro per la GasLamp di San Diego e poi tutti a nanna.














