18 luglio 2008

16 luglio: Bryce Canyon -> Zion Park -> Las Vegas -> Roma (ITALIA)..!

Ebbene sì gente, trattasi proprio dell’ultima pagina di questo blog americano… sigh sigh

Oggi si torna indietro verso Las Vegas dove stanotte abbiamo il volo per l’Italia ma ci godiamo la giornata visitando altri due posti spaziali per questa 4-giorni nei Canyon americani tra Arizona e Utah.

Ripartiamo da Kanab la mattina presto, sempre in sella ai 450 cavalli della Corvette gialla, e dopo un’oretta circa arriviamo a Bryce Canyon.

Il posto è FA-NTA-BU-LO-SO…! Scoperto nei primi del ‘900 da un tizio di nome Ruby che si era trasferito nei pressi per caso, oggi Bryce Canyon è parco nazionale americano e Ruby è stramiliardario perchè la sua casetta di legno è diventata una catena di alberghi, ristoranti e viaggi nel canyon..

Con lo zio decidiamo che una semplice visita nel canyon è troppo da turisti, così ci affittiamo un paio d’ore di quads per tuffarci nella adventure ma.. solo dopo averli affittati scopriamo che nn si può entrare nel parco nazionale con i quads e così non ci rimane che andare a fare i cazzoni nei pressi del canyon arrampicandosi tra collinetti e sterrati. Per l’occasione ci muniamo di fazzolettone da assaltatori di diligenze, ryu si compra quella azzurrina da finocchio e io a sopresa scovo quella stile bandierone dell’Alabama che s’intona perfettamente con la canzone che ci accompagnato per tutto il nostro viaggio tra i canyon: Sweet Home Alabama! Consiglio: cliccate sul link e ascoltatela mentre leggete il blog così entrerete più nel vivo del viaggio

Naturalmente ryu è un pazzo suicida scatenato e io nel vano tentativo di stargli dietro mi cappotto al primo salto rischiando di finire sotto al quad ma per fortuna me la cavo solo con qualche taglietto e ammaccattura, impavido rimonto in sella e continuo a cercare di rimanere dietro al pazzo che va a 3.000 in mezzo a rocce e fusti d’albero sdraiati a terra.

Mollati i quads entriamo nel vivo di Bryce Canyon e ci dirigiamo subito verso la parte più bella: il cosidetto Anfiteatro. Bryce è una meraviglia, un canyon particolarissimo celebre per i caratteristici pinnacoli, gli hoodoos, prodotti dall’erosione delle acqua, vento e ghiaccio.

Verso le 4 di pomeriggio ci rimettiamo in auto direzione Las Vegas passando per l’ultimo parco nazionale della nostra 4-giorni: lo Zion National Parc.

Anche Zion è bellissimo e la sua caratteristica principale è che si attraversa direttamente in macchina e la strada partendo da sopra arriva fin giù a valle e tu ti ritrovi proprio in mezzo a queste enomri montagne ad attraversare paesaggi indimenticabili.

Arriviamo a Vegas verso le 8 di sera e prendiamo una stanza al Rio (l’albergo dove si tengono le WSOP) perchè Dario qui è cliente Vip (in quanto vincitore di braccialetto WSOP) e ci danno una camera fantastica a prezzo irrosorio. Abbiamo proprio bisogno di un paio d’ore di sonno prima di lasciare l’America.

18 luglio: Back in Rome

Ed eccoci in Italia… le ultime righe le scrivo sempre “col cuscino sotto la pancia” come dice Trucco ma stavolta il letto è proprio quello di casa mia. Ryu oggi compie gli anni (ne fa 24 ma se gli fate gli auguri ditegli che sono 22 che lui ci tiene) e visto che è venuto a stare qui da me per un paio di giorni stasera festeggiamo il suo compleanno con una cenetta e un po’ di vecchi amici. Io per regalo gli ho concesso sull’aereo di giocarsi con me la rivincita a Ruspo (scopa bugiarda) di quando gli diedi le mazzate a Barcellona un paio di anni fa, ma è stata solo una riperdita perchè gli ho catturato altri 240$. Tanto ora si inventerà di rigiocarseli alla WII o a qualche altra cagata del genere. Ma io questi me li tengo nel portafoglio e nemmeno li cambio, come fece lui quando mi vinse una volta 50 euro in heads-up e ce li ha ancora nel portafoglio dopo 3 anni.

Bytheway, tempus fugit e devo andare ancora a comprargli una torta, quindi vi saluto tutti di cuore ringraziandovi per avermi fatto compagnia con i vostri messaggi durante questo mese lontano da casa.

Siete stati splendidi e mi auguro di incontrarmi presto con tutti voi per farci due risate live sui racconti del blog davanti ad una bella Corona ghiacciata.

Voglio concludere ringraziando i miei incredibili compagni di viaggio, Marco Trucco per California e Nevada (e Tijuana!) e Dario Alioto per Arizona e Utah, senza i quali non sarebbe stata così indimenticabile questa avventura. Grazie al signor Corvette per aver creato una supersportiva capace anche di attraversare un Grand Canyon e uscire dalle sabbie. Grazie alla mia famiglia e alla cicci, capaci di farmi arrivare ogni giorno l’affetto anche quando sono a 15.000 km di distanza.

Un abbraccio,

Alberto