4 febbraio 2009

Ogni mano rivelata: nella mente di Gus Hansen

Ho incontrato “The Great Dane” – il Grande Danese – per la prima volta a Copenhagen agli inizi della seconda stagione dello European Poker Tour e naturalmente per me fu come per un buddista fare la conoscenza del Dalai Lama. Ai tempi era senza dubbio il giocatore più famoso e seguito in Italia, con i suoi tre titoli e i sei tavoli finali conquistati nelle prime due stagioni del World Poker Tour, Gus Hansen era una celebrità tra gli appassionati che seguivano il poker a notte fonda in televisione o nei forum sul web. Non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con uno dei miei (e di mia madre che se ne era segretamente innamorata) idoli del poker e così approfittai della sua straordinaria disponibilità per mettere insieme quella che divenne la prima intervista italiana a Gus Hansen. Alla domanda “Come preferisci giocare AA, rilanci o fai solo call sperando di intrappolare il tuo avversario?” lui mi rispose con testuali parole: “Nel poker non c’è mai un modo unico e sicuro di giocare una certa mano. Dipende tutto dalla situazione. E questa è una delle ragioni per cui il poker è così interessante: non ci sono mai risposte definitive”.

Parole sante. Ma qual’è allora il modo migliore di giocare una mano? Purtroppo non conoscendo le carte dei nostri avversari non potremo mai sapere quale sia esattamente la maniera più corretta di giocare una determinata mano, ma con l’esperienza e le giuste analisi possiamo raggiungere quell’equilibrato rapporto profitto/rischio che ci permette di andare più avanti possibile nel torneo. Nelle ultime battute di quell’intervista Gus mi disse che aveva nel cassetto l’idea di scrivere un libro e che avrebbe voluto finirlo entro quello stesso anno. Lo rividi di persona quasi un paio d’anni dopo, all’Ept di Montecarlo ma del libro ancora non c’era traccia. In quell’occasione però per la prima volta vidi Gus comportarsi in modo apparentemente strano, alzandosi dal tavolo alla fine di ogni mano e parlando sottovoce in un registratorino portatile. Pensavo fosse un modo stravagante di memorizzare informazioni sugli avversari al tavolo, non potevo immaginare che si stesse appuntando le mani per scrivere un libro non appena avesse centrato la vittoria di un torneo!
Il primo libro di Gus Hansen è finalmente disponibile in italiano, grazie alla casa editrice DGS3 (www.dgs3-edtrice.it) che ne ha curato la versione nella lingua di casa nostra e al sottoscritto che ha supervisionato il lavoro. Per la prima volta nella storia della letteratura pokeristica un professionista si mette completamente a nudo rivelando e analizzando dalla prima all’ultima tutte le 329 mani giocate nel torneo, dal primo blind da 50-100 del giorno uno all’ultima fatidica mano in heads-up che lo ha portato alla vittoria dell’Aussie Millions.
Nel descrivere il suo approccio psicologico, Gus ci permette di entrare direttamente nella sua testa, nei ragionamenti che fa prima di giocare una mano, nei calcoli matematici che usa per prendere le decisioni, uno sguardo attraverso i suoi occhi per osservare quello che succede al suo tavolo, mentre lui tenta a sua volta di entrare nella mente dei suoi avversari. Siete pronti ad intraprendere un viaggio tra le districate sinapsi di un genio del poker che alcuni, a volte perfino lui stesso, considerano pazzo?
Trattenete il respiro, state per entrare nella mente di Gus Hansen.

Potete acquistare il libro di Gus Hansen direttamente dal sito della casa editrice:

http://www.dgs3-editrice.it/