8 aprile 2009

Storie di Poker dall’Ept di Dortmund

Per fortuna ogni tanto si riesce a dedicare una copertina di Poker Sportivo anche ad una bella donna e Sandra Naujoks ha uno sguardo e un visetto che avrebbero potuto garantirgliene una anche su Vanity Fair. Ovviamente il buon direttore editoriale Impronti approfittando della vittoria a Dortmund della morona dagli occhi blu le ha tempestivamente dedicato la cover ed in questo momento è lì sulla sua poltrona di pelle umana in mezzo alle sue due piante di ficus che si sfrega le mani pensando a quante migliaia di copie venderà questo numero in edicola.

E questa volta sono pure dʼaccordo con la sua scelta – e non capita spesso – perché Sandra ha dimostrato di saper giocare davvero bene dosando aggressività e cautela in quel tavolo di maschiacci. Certamente al momento non la metterei sul piedistallo dorato dove tengo ben protetta sotto una campana di cristallo la mia Annette, tuttavia la ritengo anche ben lontana dallo sgabuzzino polveroso dove tengo imprigionata Vicky Coren, la prima vincitrice di un Ept – Londra terza stagione – che non mi piacque per niente allʼepoca e mi piace ancora meno oggi quando mi capita ahimè di vederla giocare. Sandra ha resistito in un tavolo dove in un lato era seduto un turco (C. Ulusu, no non è un gioco di parole alla Topolino, è davvero il suo nome) che ha pensato bene di lanciare una monetina per decidere se fare call ad un all-in con K2 – e poi lʼha fatto! – mentre nellʼaltro lato del tavolo cʼera uno studente di filosofia dallʼaria annoiata che leggeva un libro di poesie tedesche di sconosciuto autore trapassato. Come se non bastasse il tutto era condito da un Mike Mc Donald che ha pensato bene di ritornare al tavolo finale di Dortmund dopo averlo vinto lo scorso anno, un William Thorson sempre in grande spolvero e da un certo Luca Pagano, giocatore dellʼanno al suo quarto final table Ept (record) nonché suo decimo piazzamento Ept (altro record!).

Non era facile portarsi a casa la picca con degli avversari del genere ma Sandra ce lʼha fatta senza nemmeno infliggere particolari colpi di coda, se escludiamo la mano finale dove partiva dominata e ha centrato la sua carta vincente al turn. Ma quello è stato più merito mio e di Pagano che dai microfoni dellʼEptLive abbiamo invocato con concentrazione trascendentale il 9 alla quarta street per esorcizzare quella stessa carta che qualche ora prima aveva eliminato proprio il nostro Luca.

In fondo il vecchio detto “Mal comune mezzo gaudio” si sa, vale anche nel poker.