9 gennaio 2010

Eʼ tutta questione di Talento
Dire che negli ultimi quattro anni il Poker in Italia è cambiato drasticamente è un eufemismo. Non saprei nemmeno da dove cominciare per provare a raccontare a chi si è avvicinato al poker da poco tempo comʼera il mondo del Texas Holdʼem per esempio verso la metà del 2005: un paio, forse tre portali internet con qualche decina di utenti a testa, non esistevano circoli né tanto meno federazioni, nessun evento nei casinò italiani, nemmeno lʼombra di una concessione dei Monopoli per regolamentare il gioco online, ovviamente nessuna rivista, dvd o programma televisivo sul poker.
Praticamente da quel momento ad oggi abbiamo vissuto una rivoluzione dove è cambiato completamente tutto. O quasi tutto.
In effetti qualcosa che cʼera già allora e che possiamo vantare ancora oggi cʼè, eccome: il Talento di Mr. Pagano. Non è una novità che molti di noi in Italia si sono avvicinati al Poker
ispirati proprio dalle sue pionieristiche avventure corredate da foto di giacchette azzurre e Ipod prima maniera grossi come citofoni, ma quello che forse non tutti sanno è che Luca Pagano era già a quei tempi unʼicona a livello europeo, a tutti gli effetti. Nel marzo del 2006 potevate trovarlo sulla copertina di WPT Poker Magazine, la rivista ufficiale del World Poker Tour, con scritto sotto “Itʼs All about Attitude” a caratteri cubitali. Sono passati quattro anni, la fama e i successi di Luca si sono moltiplicati, eppure ancora oggi per descrivere in due parole Luca Pagano non riesco a trovare parole migliori di: “Eʼ tutta questione di Talento”. Il mese scorso avevo iniziato a scrivere un Thatʼs Pokah che celebrasse le gesta di Luca dopo il tavolo finale di Varsavia, infrangendo i record di itm e
tavoli finali nel circuito dello European Poker Tour. Dopo le prime righe mi fermai. “Bah, forse è meglio che cambio argomento. Sembra che scrivo sempre di Pagano, vabbè tanto nella rivista ci sarà già un reportage dellʼEpt, questo mese magari scrivo qualcosa sul Professionismo nel Poker”.
Ora ditemi voi se posso glissare anche questo mese dopo che il ragazzo mi si presenta con un altro final table allʼEpt Praga a distanza di un mese da quello di Varsavia distruggendo nuovamente ogni record Ept con sei tavoli finali, tredici ITM e la definitiva conquista del primo gradino della TLB (la classifica a punteggi che tiene conto di tutti i risultati delle 6 stagioni di Ept). Non posso proprio, sarebbe da denuncia se scrivessi di altro! Oltre un milione di dollari vinti solo nel circuito Ept, con un distacco abissale dal vice recordman Julian Thew che in sei onorate stagioni è riuscito a raccogliere 3 tavoli finali e 8 ITM. Praticamente doppiato. Eppure conoscendo bene Luca so che tutti questi numeri per lui non hanno lo stesso valore che possono avere per noi, lui ha in mente solo un numero. Il numero uno, il gradino più alto, la Picca di cristallo. Ora lui pensa solo a quella e nessuna nostra pacca sulla spalla gliela potrà togliere dalla testa. Ironia della sorte, mentre sto per consegnare questo pezzo alla redazione Luca Pagano approda ad un altro final table, quello dellʼItalian Champion di Sisal. Lol. Non ci rimane che continuare a vederlo macinare record mentre attendiamo fiduciosi che raggiunga il suo obiettivo, e potete stare certi che Luca ce la farà davvero.
Perché in fin dei conti essere un Campione vero è solo una questione di Talento.

Eʼ tutta questione di TalentoDire che negli ultimi quattro anni il Poker in Italia è cambiato drasticamente è un eufemismo. Non saprei nemmeno da dove cominciare per provare a raccontare a chi si è avvicinato al poker da poco tempo comʼera il mondo del Texas Holdʼem per esempio verso la metà del 2005: un paio, forse tre portali internet con qualche decina di utenti a testa, non esistevano circoli né tanto meno federazioni, nessun evento nei casinò italiani, nemmeno lʼombra di una concessione dei Monopoli per regolamentare il gioco online, ovviamente nessuna rivista, dvd o programma televisivo sul poker.Praticamente da quel momento ad oggi abbiamo vissuto una rivoluzione dove è cambiato completamente tutto. O quasi tutto.In effetti qualcosa che cʼera già allora e che possiamo vantare ancora oggi cʼè, eccome: il Talento di Mr. Pagano. Non è una novità che molti di noi in Italia si sono avvicinati al Pokerispirati proprio dalle sue pionieristiche avventure corredate da foto di giacchette azzurre e Ipod prima maniera grossi come citofoni, ma quello che forse non tutti sanno è che Luca Pagano era già a quei tempi unʼicona a livello europeo, a tutti gli effetti. Nel marzo del 2006 potevate trovarlo sulla copertina di WPT Poker Magazine, la rivista ufficiale del World Poker Tour, con scritto sotto “Itʼs All about Attitude” a caratteri cubitali. Sono passati quattro anni, la fama e i successi di Luca si sono moltiplicati, eppure ancora oggi per descrivere in due parole Luca Pagano non riesco a trovare parole migliori di: “Eʼ tutta questione di Talento”. Il mese scorso avevo iniziato a scrivere un Thatʼs Pokah che celebrasse le gesta di Luca dopo il tavolo finale di Varsavia, infrangendo i record di itm etavoli finali nel circuito dello European Poker Tour. Dopo le prime righe mi fermai. “Bah, forse è meglio che cambio argomento. Sembra che scrivo sempre di Pagano, vabbè tanto nella rivista ci sarà già un reportage dellʼEpt, questo mese magari scrivo qualcosa sul Professionismo nel Poker”.Ora ditemi voi se posso glissare anche questo mese dopo che il ragazzo mi si presenta con un altro final table allʼEpt Praga a distanza di un mese da quello di Varsavia distruggendo nuovamente ogni record Ept con sei tavoli finali, tredici ITM e la definitiva conquista del primo gradino della TLB (la classifica a punteggi che tiene conto di tutti i risultati delle 6 stagioni di Ept). Non posso proprio, sarebbe da denuncia se scrivessi di altro! Oltre un milione di dollari vinti solo nel circuito Ept, con un distacco abissale dal vice recordman Julian Thew che in sei onorate stagioni è riuscito a raccogliere 3 tavoli finali e 8 ITM. Praticamente doppiato. Eppure conoscendo bene Luca so che tutti questi numeri per lui non hanno lo stesso valore che possono avere per noi, lui ha in mente solo un numero. Il numero uno, il gradino più alto, la Picca di cristallo. Ora lui pensa solo a quella e nessuna nostra pacca sulla spalla gliela potrà togliere dalla testa. Ironia della sorte, mentre sto per consegnare questo pezzo alla redazione Luca Pagano approda ad un altro final table, quello dellʼItalian Champion di Sisal. Lol. Non ci rimane che continuare a vederlo macinare record mentre attendiamo fiduciosi che raggiunga il suo obiettivo, e potete stare certi che Luca ce la farà davvero.Perché in fin dei conti essere un Campione vero è solo una questione di Talento.