4 marzo 2010
Phil Gordon nel suo libro “The Little Green Book” racconta di un consiglio che Chris “Jesus” Ferguson gli diede poco prima di iniziare il final table delle WSOP 2001: “Ogni volta che c’è un cambiamento significativo prenditi qualche minuto per capire come vengono influenzate le dinamiche al tavolo”.
In quel paragrafo Phil prende in esame situazioni in cui un giocatore al vostro tavolo ha appena perso o vinto un piatto un grosso piatto, è stato colto in bluff, o semplicemente è in evidente stato di tilt. In questo caso suggerisce di prendersi una pausa e riflettere sul come tutto questo potrebbe influenzare le dinamiche del tavolo domandandosi sul come dovrebbe adattare il proprio gioco per trarne un vantaggio. Si tratta sicuramente di osservazioni interessanti che cerco di mettere in pratica al tavolo fin dalla prima volta che lessi questo splendido libro. Da quel momento ho sempre pensato di essere sufficientemente bravo nel cogliere questo genere di situazioni al tavolo e nel prenderne le giuste misure ma devo dire che analizzando il mio gioco negli ultimi tornei ho notato che devo decisamente riconsiderare alcuni aspetti e cercare di migliorarmi.
“Caro Alberto, devi fare ANCORA PIU’ attenzione ai cambiamenti” mi sono detto “specialmente a quelli che vanno oltre il semplice gioco al tavolo”.
Mi spiego. E’ una riflessione nata guardandomi un po’ indietro e analizzando gli errori più gravi che ho commesso nei miei ultimi tornei.
La risposta che mi sono dato non lascia spazio a troppi dubbii: tutti gli errori più importanti che ho commesso nei miei ultimi tornei sono accaduti dopo UN CAMBIAMENTO ed erano dovuti al fatto che non avevo preso una giusta PAUSA per riconsiderare il mio stile. Gli errori più grossolani, per esempio, li ho commessi semplicemente dopo un CAMBIO DI TAVOLO. Altre volte ho distrutto il mio torneo dopo essere tornato dalla PAUSA CENA.
Alla PokerStars Caribbean Adventure di quest’anno per esempio ho giocato un torneo di Pot Limit Omaha High da 550$ di buy-in al quale hanno preso parte circa 120 persone. Ho giocato al meglio delle mie possibilità e sono stato abbastanza fortunato da arrivare in the money nei primi 14 posti pagati. Mi sentivo un leone, ero sopra average e stavo giocando un poker solidissimo. Poi hanno interrotto il torneo per la pausa cena. Finito di mangiare siamo tornati al tavolo e inconsapevolmente ero tutta un’altra persona. I nervi erano troppo rilassati, mi sono lasciato andare ad una giocata discutibile e ho perso gran parte dello stack compromettendo il mio torneo e sono uscito poco dopo 13imo.
Non ho bluffato (ho perso in hu con una doppia contro un tris su pot rilanciato preflop aperto da me) ma ho giocato quella mano in un modo che completamente diverso da come l’avrei giocata se non ci fosse stata la pausa cena.
Non essermi concesso un’ulteriore pausa una volta rientrato al tavolo mi è costato un final table quasi annunciato.
La stessa cosa mi era accaduta solo poche settimane prima quando sono andato in money all’Italian Poker Tour di San Remo, una giornata perfetta al tavolo con Swissy e poi dilapidato chips per fare l’errore di mantenere lo stesso stile non appena arrivato ad un nuovo tavolo. E sempre nell’IPT due volte uscito nelle primissime mani di un Day2 o Day3 perché non ho saputo concedermi un adattamento iniziale al pari di come avevo fatto nei giorni precedenti.
Il giorno dopo il torneo di Omaha alle Bahamas ho giocato il NL Hold’em Short Handed da 1.100$ di buy-in, circa 450 giocatori, 68 sarebbero andati a premio. E’ stato un torneo tra i più difficili mai giocati in vita mia, tantissimi professionisti nel field e tavoli da 6 max nei quali non puoi permetterti di abbassare mai la guardia. Ho espresso davvero un poker di cui vado fiero, forse addirittura il torneo più bello della mia vita. Sono anche resistito short per lungo tempo senza mai perdere la testa e una volta adattatomi al tavolo ho spremuto tutto il possibile dai miei avversari. Credo di aver fatto impazzire Sandra Naujoks che dopo l’ennesimo piatto portatole via si è lasciata andare a delle frasi in tedesco a mezza bocca, lol. Come si è seduta al tavolo ho subito controrilanciato da bottone sul suo rilancio a due posti dalla mia destra dopo che tutti avevano foldato fino a lei. Lei mi controrilancia all-in e io devo mollare le mie due cartacce ininfluenti. Il giro dopo l’ho rifatto nella stessa situazione e ha mollato. Poi un floating meraviglioso dove su un suo check al turn ho puntato 3/4 del pot e ha mollato. Poi un call ad un suo raise preflop, call alla sua contnuation bet, call alla sua second barrell al turn e mia value bet con top pair (che avevo al flop) sul suo check al river al quale mi ha fatto call con so quale schifezza per poi fare muck e lasciarsi andare allo slang tedesco.
Tutto andava a gonfie vele, poi rimasti in 80 giocatori hanno rotto il mio tavolo e mi hanno spostato ad un altro.
Ed ecco il tracollo, l’errore che solo oggi capisco di aver fatto: ho pensato di giocare al nuovo tavolo esattamente come stavo giocando a quello con la Naujoks.
Non ho considerato che tutto il terrorismo psicologico al quale ero arrivato al mio tavolo precedente l’avevo costruito con ore di solidità e sottigliezze. Qui ero in un tavolo dove nessuno aveva paura di me e soprattutto io non avevo informazioni su nessuno di loro.
Cercare di costruire una giocata a questo punto è da considerarsi solamente alla cieca. Non è facile fare tre passi indietro in questi casi e ricominciare ad attendere le capire le dinamiche del nuovo tavolo, la cosa che ti viene in mente in quel momento è che se il tuo gioco crudele ha funzionato al tavolo prima lo puoi fare funzionare anche a questo da subito. Ma dovresti invece fermarti e ricominciare da zero al nuovo tavolo.
Morale della favola: lo stesso gioco che mi aveva portato a fare tante chips nel tavolo di prima (dove avevo giocato per 7-8 ore) mi ha fatto esplodere in bolla al tavolo successivo, e tutto in meno di mezz’ora. Il primo prendeva 150.000$, invece io dopo 8 ore di torneo me ne sono tornato in camera con -1.100$ in tasca e non per una bad beat, uno scoppio o un cooler.
Sapete qual’è stato il problema? Non avevo considerato il CAMBIAMENTO appena avvenuto e non mi sono concesso la giusta pausa per riadattare lo stile al nuovo tavolo. Il più bel torneo della mia vita buttato al vento per non aver considerato un semplice fattore.
Non fate il mio stesso errore, fate sempre attenzione ai cambiamenti.
Phil Gordon nel suo libro “The Little Green Book” racconta di un consiglio che Chris “Jesus” Ferguson gli diede poco prima di iniziare il final table delle WSOP 2001: “Ogni volta che c’è un cambiamento significativo prenditi qualche minuto per capire come vengono influenzate le dinamiche al tavolo”.
In quel paragrafo Phil prende in esame situazioni in cui un giocatore al vostro tavolo ha appena perso o vinto un piatto un grosso piatto, è stato colto in bluff, o semplicemente è in evidente stato di tilt. In questo caso suggerisce di prendersi una pausa e riflettere sul come tutto questo potrebbe influenzare le dinamiche del tavolo domandandosi sul come dovrebbe adattare il proprio gioco per trarne un vantaggio. Si tratta sicuramente di osservazioni interessanti che cerco di mettere in pratica al tavolo fin dalla prima volta che lessi questo splendido libro. Da quel momento ho sempre pensato di essere sufficientemente bravo nel cogliere questo genere di situazioni al tavolo e nel prenderne le giuste misure ma devo dire che analizzando il mio gioco negli ultimi tornei ho notato che devo decisamente riconsiderare alcuni aspetti e cercare di migliorarmi.
“Caro Alberto, devi fare ANCORA PIU’ attenzione ai cambiamenti” mi sono detto “specialmente a quelli che vanno oltre il semplice gioco al tavolo”.Mi spiego. E’ una riflessione nata guardandomi un po’ indietro e analizzando gli errori più gravi che ho commesso nei miei ultimi tornei.La risposta che mi sono dato non lascia spazio a troppi dubbii: tutti gli errori più importanti che ho commesso nei miei ultimi tornei sono accaduti dopo UN CAMBIAMENTO ed erano dovuti al fatto che non avevo preso una giusta PAUSA per riconsiderare il mio stile. Gli errori più grossolani, per esempio, li ho commessi semplicemente dopo un CAMBIO DI TAVOLO. Altre volte ho distrutto il mio torneo dopo essere tornato dalla PAUSA CENA.Alla PokerStars Caribbean Adventure di quest’anno per esempio ho giocato un torneo di Pot Limit Omaha High da 550$ di buy-in al quale hanno preso parte circa 120 persone. Ho giocato al meglio delle mie possibilità e sono stato abbastanza fortunato da arrivare in the money nei primi 14 posti pagati. Mi sentivo un leone, ero sopra average e stavo giocando un poker solidissimo. Poi hanno interrotto il torneo per la pausa cena. Finito di mangiare siamo tornati al tavolo e inconsapevolmente ero tutta un’altra persona. I nervi erano troppo rilassati, mi sono lasciato andare ad una giocata discutibile e ho perso gran parte dello stack compromettendo il mio torneo e sono uscito poco dopo 13imo.Non ho bluffato (ho perso in hu con una doppia contro un tris su pot rilanciato preflop aperto da me) ma ho giocato quella mano in un modo che completamente diverso da come l’avrei giocata se non ci fosse stata la pausa cena. Non essermi concesso un’ulteriore pausa una volta rientrato al tavolo mi è costato un final table quasi annunciato.La stessa cosa mi era accaduta solo poche settimane prima quando sono andato in money all’Italian Poker Tour di San Remo, una giornata perfetta al tavolo con Swissy e poi dilapidato chips per fare l’errore di mantenere lo stesso stile non appena arrivato ad un nuovo tavolo. E sempre nell’IPT due volte uscito nelle primissime mani di un Day2 o Day3 perché non ho saputo concedermi un adattamento iniziale al pari di come avevo fatto nei giorni precedenti.Il giorno dopo il torneo di Omaha alle Bahamas ho giocato il NL Hold’em Short Handed da 1.100$ di buy-in, circa 450 giocatori, 68 sarebbero andati a premio. E’ stato un torneo tra i più difficili mai giocati in vita mia, tantissimi professionisti nel field e tavoli da 6 max nei quali non puoi permetterti di abbassare mai la guardia. Ho espresso davvero un poker di cui vado fiero, forse addirittura il torneo più bello della mia vita. Sono anche resistito short per lungo tempo senza mai perdere la testa e una volta adattatomi al tavolo ho spremuto tutto il possibile dai miei avversari. Credo di aver fatto impazzire Sandra Naujoks che dopo l’ennesimo piatto portatole via si è lasciata andare a delle frasi in tedesco a mezza bocca, lol. Come si è seduta al tavolo ho subito controrilanciato da bottone sul suo rilancio a due posti dalla mia destra dopo che tutti avevano foldato fino a lei. Lei mi controrilancia all-in e io devo mollare le mie due cartacce ininfluenti. Il giro dopo l’ho rifatto nella stessa situazione e ha mollato. Poi un floating meraviglioso dove su un suo check al turn ho puntato 3/4 del pot e ha mollato. Poi un call ad un suo raise preflop, call alla sua contnuation bet, call alla sua second barrell al turn e mia value bet con top pair (che avevo al flop) sul suo check al river al quale mi ha fatto call con so quale schifezza per poi fare muck e lasciarsi andare allo slang tedesco.Tutto andava a gonfie vele, poi rimasti in 80 giocatori hanno rotto il mio tavolo e mi hanno spostato ad un altro.Ed ecco il tracollo, l’errore che solo oggi capisco di aver fatto: ho pensato di giocare al nuovo tavolo esattamente come stavo giocando a quello con la Naujoks.Non ho considerato che tutto il terrorismo psicologico al quale ero arrivato al mio tavolo precedente l’avevo costruito con ore di solidità e sottigliezze. Qui ero in un tavolo dove nessuno aveva paura di me e soprattutto io non avevo informazioni su nessuno di loro.
Cercare di costruire una giocata a questo punto è da considerarsi solamente alla cieca. Non è facile fare tre passi indietro in questi casi e ricominciare ad attendere le capire le dinamiche del nuovo tavolo, la cosa che ti viene in mente in quel momento è che se il tuo gioco crudele ha funzionato al tavolo prima lo puoi fare funzionare anche a questo da subito. Ma dovresti invece fermarti e ricominciare da zero al nuovo tavolo.Morale della favola: lo stesso gioco che mi aveva portato a fare tante chips nel tavolo di prima (dove avevo giocato per 7-8 ore) mi ha fatto esplodere in bolla al tavolo successivo, e tutto in meno di mezz’ora. Il primo prendeva 150.000$, invece io dopo 8 ore di torneo me ne sono tornato in camera con -1.100$ in tasca e non per una bad beat, uno scoppio o un cooler.Sapete qual’è stato il problema? Non avevo considerato il CAMBIAMENTO appena avvenuto e non mi sono concesso la giusta pausa per riadattare lo stile al nuovo tavolo. Il più bel torneo della mia vita buttato al vento per non aver considerato un semplice fattore.Non fate il mio stesso errore, fate sempre attenzione ai cambiamenti.